Non solo un governo, serve un nuovo umanesimo politico


di Roberta Lolli

Credo che molti siano ancora concentrati nell’elaborazione di un problema superato. 

Anche i più avvezzi alle analisi politiche sono fermi alla valutazione dei pro e dei contro rispetto a questo nuovo scenario della politica nazionale, che potrebbe avere una ripercussione culturale di enorme portata.

Alcuni, sia nel Movimento 5 Stelle che nel PD, guardano con diffidenza l’eventuale alleanza di governo.

Altri sono decisamente contrari, ma si abbandonano passivamente al fatto – consapevoli del forte rischio di deriva sovranista.

Altri ancora, contrari ad alleanze durature, avrebbero preferito un governo di scopo, finalizzato al superamento delle urgenze.

Ancora un altro gruppo, sostiene con fiducia i propri rappresentanti, auspicando accordi, negoziati ed un venirsi in contro sui punti. 

Ma il vero contraltare alla vicenda sono i tanti che voterebbero domani.

Di fronte a situazioni la cui complessità richiede tempo per essere compresa, si osserva che tutti gli attori di questo scenario sono difficilmente accostabili a precedenti storici.

Oggi la realtà è “unica”. 

Essa si è man mano configurata in un’evoluzione dialettica, dove ogni elemento sembra trovare una sua sintesi e ruolo fondamentale proprio nel preciso presente storico.

Siamo davanti a un’occasione unica e temo non ripetibile, che se davvero colta dalle forze politiche chiamate alla formazione di un governo potrà avere un’eco epocale nella storia del Paese. Oltretutto, potrà influenzare l’intero impianto culturale della politica italiana ed oltre.

Occorre un’immediata presa di coscienza del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Occorre l’immediato superamento dell’approccio sulle categorie del “venirsi incontro” e delle “posizioni convergenti”, con le quali si rimane necessariamente inchiodati ad un deficit di prospettiva.

In questo momento, in questa nuova ed inattesa fase, è quantomai necessario un atteggiamento entusiasta e visionario di entrambe le parti. 

Da donna PD, mi ha colpito il discorso (sempre un po’ sopra le righe ma ben mirato) di Grillo. In un’occasione come questa o ci si assume la responsabilità della stesura di un nuovo capitolo – in un sodalizio sovrapartitico e culturale -, oppure potrebbe essere il più grande fallimento della storia politica dell’Occidente. 

C’è di più in gioco che il quinquennio. 

C’è la possibilità per entrambi e per tutti, di superare i propri confini partitici, le proprie radici teoretiche, basando la propria partecipazioni su valori e visioni

C’è la possibilità di costruire insieme un nuovo umanesimo politico e civile

Questo cambiamento di visione va subito intercettato, agevolato e soprattutto fatto comprendere. Il monito di Grillo, la serietà di Conte, la capacità negoziale di Zingaretti, l’incisività di Renzi, il dissenso di Calenda, l’ortodossia di Di Maio, tutti devono porsi innanzitutto in ascolto di questa incredibile e unica possibilità. 

Per ciò che davvero conta: umanità, ambiente, sviluppo sostenibile, tecnica illuminata, cultura, solidarietà attiva, inclusione lungimirante, lotta alla corruzione, equità fiscale, mobilità sostenibile, potenziamento della capacità lavorativa, riforme civili, Vita

Non è solo un governo, è un nuovo capitolo che si sta scrivendo. Una rivoluzione copernicana dal simbolo ai temi, alla dignità della politica.

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