Resoconto Serie A: il gran finale che ha deciso tutto


di Andrea Margutti

Ansia per il finale di stagione di Game of Thrones? 

Allora non avete mai visto un finale di stagione dell’Inter. O, come in questo caso, dell’intera Serie A. 

Dopo un’annata di risultati inaspettati, siamo arrivati alle ultime giornate con poche certezze: Juventus e Napoli ai primi due posti, Chievo e Frosinone retrocessi. Quattro squadre a contendersi le posizioni necessarie per arrivare in Europa, altrettante a combattere per evitare la retrocessione. 

Inter, Milan, Atalanta e Roma fronteggiano rispettivamente un Empoli bisognoso di tre punti per non retrocedere, una Spal salva per il rotto della cuffia e un Sassuolo ed un Parma stazionari a metà classifica, senza più nulla da chiedere al campionato.

Dall’altro lato del tabellone, per non retrocedere, il sopracitato Empoli deve misurarsi con l’Inter, il Cagliari contro l’Udinese e il Genoa e la Fiorentina devono fronteggiarsi all’ombra della Fiesole. 

Le partite sono tutte in contemporanea, per rendere il gran finale il più equo e avvincente possibile.

Il Milan trova subito la via del goal con un destro di Calanhoglu e raddoppia dopo pochi minuti con Kessiè, mentre Berardi sembra infrangere i sogni di gloria dell’Atalanta e l’Empoli resiste strenuamente a San Siro. Dopo mezz’ora la classifica dice Milan ed Inter in Champions, Genoa in Serie B. 

La perseveranza di Zapata, l’espulsione di Berardi e il goal di Gomez riaccendono le speranze della Dea, la Spal rimonta due goal al Milan ma Kessiè segna di nuovo e l’Inter, pazza come sempre, va in vantaggio dopo una brillante azione solitaria di Keita, spreca un rigore con Icardi e subisce il goal del pareggio con Traorè che trafigge un incolpevole Handanovic. Nuovo aggiornamento: Atalanta e Milan in Champions, Inter in Europa League, Genoa in B.


Fiorentina e Genoa continuano a non mordersi, la Roma passa in vantaggio con Pellegrini nella notte dell’addio di capitan de Rossi e l’Atalanta trova il 3-1 con Pasalic. Al minuto 81 Nainggolan segna per l’Inter, regalando ai nerazzurri la qualificazione in Champions (curiosamente, anche lo scorso anno arrivò con un goal al minuto 81 dell’ultima giornata, l’incornata vincente di Matias Vecino contro la Lazio) e causando la retrocessione di un Empoli indomito e che ha lottato fino alla fine. 

C’è ancora tempo per vedere un goal da centrocampo annullato a Brozovic e due espulsioni a San Siro, il momentaneo pareggio del Parma con Gervinho e il goal del 2-1 finale di Perotti, che quando un capitano saluta, lo ringrazia con un goal all’ultimo come fece segnando al 90esimo minuto in occasione del ritiro di Totti.

Al triplice fischio, trepidamente atteso da tutti gli appassionati, il campo decreta la qualificazione ai gironi di Champions League per l’Atalanta (prima volta nella sua storia) e per l’Inter, arrivate al traguardo a pari merito con 69 punti ma con gli orobici in vantaggio per via degli scontri diretti, il Milan qualificato ai gironi di Europa League con 68 punti e la Roma ammessa a disputare i play-off per accedere alla fase finale dell’Europa League, essendo arrivata sesta con 66 punti.

Si salvano invece Fiorentina e Genoa, quest’ultima alle spese dell’Empoli. Entrambe le squadre hanno infatti 38 punti, ma la differenza reti premia, per un solo goal, il Genoa, permettendole di rimanere per un altro anno nella massima serie.


Una serata costellata di emozioni e colpi di scena, che ci ricorda perché amiamo tanto questo sport.

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