Legittima difesa: Armiamoci e Partite!


legittima difesa postiamo

di Pierpaolo Bonante

Tu daresti un’arma a quel tuo parente dallo sguardo strano, dall’odore bizzarro e che vuole sposarsi la sua bambola gonfiabile? Ecco, io no.

“Se mi premi faccio sparire la gente cattiva!” questa è la mia immagine relativa alle armi da fuoco. Poi ho conosciuto un cacciatore con il quale ho avuto interessanti discussioni relative alla legge e al suo rispetto.

Le modifiche alla normativa sugli strumenti di difesa, se ben lette, non servono necessariamente a portare a più gente armi, quanto ad aumentarne il possesso negli appassionati (controlla).

Chiunque abbia conosciuto un collezionista sa perfettamente quanto possa essere devastante la sua passione e quanto sia felice di accrescerla. Gli appassionati di strumenti di difesa non fanno eccezione, anzi. Le sopracitate variazioni permettono di possedere più armi, più caricatori, e snelliscono le pratiche per notificare la proprietà delle stesse. Il potere sembra aver fatto semplicemente un favore alla lobby della armi da fuoco.

Per cui no problem, no?

No.

Una delle intenzioni espresse da questo governo è la modifica dell’Art.52 C.P., quello sulla legittima difesa. “Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa.”

Per cui tutti giustizieri di sé stessi, magari anche fregandosene altamente del principio di proporzionalità della difesa sull’offesa?

Forse, possibile, probabile.

L’ottica del giustiziere fai da te si innesta con facilità nella percezione che l’italiano ha della sicurezza (abbiamo più paura di quello che dovremmo averne, dati alla mano). Sono due i punti, però, veramente irritanti della questione:

Aumentando il numero degli strumenti di difesa aumenteranno i numeri dei morti\feriti per armi da fuoco. E se la logica non fosse sufficiente, esistono dei dati a supporto.

La cosa veramente fastidiosa, però, è pagare le tasse per uno stato che pian piano vuole privatizzare ogni suo aspetto. Dalle lungaggini del sistema sanitario passando per una scuola con sempre meno insegnanti e arrivando alla legittima difesa, per cosa stiamo pagando le tasse?

La questione è data dalla consapevolezza: se si rispetta la legge non c’è problema nel possedere un’arma, anche a scopo di difesa personale. Molti proprietari di armi hanno a cuore la sicurezza e per questo non mi spaventano.

Ma non essendosi diffusa particolarmente questa cultura delle armi, si rischia un utilizzo sconsiderato delle stesse.

Della serie: volete liberalizzare le armi? Fatelo! Ma instillate a tutti il sacro terrore che deve essere insito nel possedere uno strumento di morte.

Un equivalente – sebbene forzato – potrebbe esser l’automobile. Sebbene sia estremamente utile, guidare un’auto è pericoloso e ogni volta che ci si mette alla guida si dovrebbe avere coscienza (se non paura) di fare seri danni.

Con le armi il discorso è simile; la piccola differenza è che le armi esistono esclusivamente per ferire e uccidere. Che fortuna, eh?

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