La politica italiana e il caso Segre


di Camilla Grasso

Si sa, la politica italiana non ha mai dato segnali di unità sui vari temi trattati in Parlamento. Eppure, la mozione presentata dalla senatrice Liliana Segre di creare una Commissione antisemitismo poteva essere l’eccezione che avrebbe confermato la regola. Ma così non è stato. 151 voti a favore, nessuno contrario, ma ben 98 astenuti. Questi ultimi tutti dai banchi di FI, Lega e FdI.

“Ci siamo astenuti perché difendiamo la famiglia”, giustifica Giorgia Meloni, proprio lei che ha avuto una figlia fuori dal matrimonio. Che poi, a mio avviso, come scusa non ha senso in tale contesto.

Per la Lega: “Non serve una commissione dello Stato che certifichi cosa posso dire e non posso dire, c’è già la legge”, ha dichiarato Dario Galli ad Agorà. Se c’è già la legge contro chi manifesta comportamenti razzisti, xenofobi e antisemiti, allora non ci sarebbe problema a ribadire certi concetti.

Altri ancora hanno voluto astenersi da una mozione che pareva contro la libertà di espressione o perché ricordava la mozione di Laura Boldrini: la ‘Jo Cox’.

Nonostante la sua proposta fosse “etica e non politica” (come ha dichiarato durante un’intervista all’agenzia giornalistica agi), alla senatrice Segre è sfuggito un particolare: ogni qualvolta che tali proposte vengono trasportate in ambito politico, sorgono sempre, da parte dei diversi partiti, comportamenti per distinguersi.

Possiamo dichiarare che tale mozione andrebbe contro il concetto di ‘libertà d’espressione’? Sì, ma non dimentichiamo che nella nostra Costituzione è considerato reato l’apologia del fascismo. E poi è sacrosanta l’affermazione: “la libertà di uno finisce quando inizia quello dell’altro”. Proviamo poi a metterci nei panni della Segre, vittima quotidiana di haters e messaggi minatori. Come si possono difendere tali azioni?

Tutto questo dimostra come la questione vada oltre le aule del Parlamento. Sta riemergendo un comportamento che sembrava scomparso, o meglio, sembrava diminuito. Purtroppo l’odio razziale non è mai sparito. Ma ora come non mai ci si sente quasi incoraggiati a manifestare tale condotta. Per questo è condannabile l’atteggiamento della destra. E per questo il problema può essere combattuto solo alle radici: l’educazione.

Precedente L'incertezza dell'Ilva di Taranto
Avanti La paura di Giorgia Meloni: perdere la propria identità