La Gabbianella e il Gatto, il privilegio di essere diverso


Chi può non ricordare La Gabbianella e il Gatto, il cartone italiano di Enzo D’Alò, tratto dal romanzo di Luis Sepúlveda.

Oltre al tema ecologico, del film d’animazione italiano più visto di tutti i tempi stupisce ancora oggi l’attualità dell’accoglienza dello straniero.

La potenza del messaggio del libro viene analogamente espressa nel film d’animazione con un linguaggio adatto a tutti che permette di giocare con le metafore e facilita il processo di identificazione dello spettatore.

Il cartone, comprato e riproposto in diverse sale estere, tra le quali quelle francesi, vede lo stesso autore del libro, Sepúlveda, doppiatore del personaggio del poeta. A quest’ultimo, viene attribuito, non a caso, un accento spagnolo fortemente marcato; il distinto tratto linguistico connota l’appartenenza ad una cultura differente, volutamente presentata è infatti una famiglia di immigrati in una città tedesca

Inizialmente la gabbianella orfana, Fortunata, nata tra i gatti, non è accolta da tutti, c’è chi, infatti, non accettandola nella comunità e seguendo l’istinto animale, propone di disfarsene o addirittura ucciderla, ottenendo consenso unanime tra i gatti del porto. C’è chi, forte di trovarsi dalla parte della maggioranza, contrasta dal primo giorno la nuova arrivata per difendere la propria appartenenza di specie. 

Il giusto come utile del più forte, in questo caso, del più numeroso.

La gabbianella alla fine, credendo fin dall’inizio di essere un gatto, si integra nel gruppo che l’accoglie con entusiasmo, e con l’aiuto solidale degli stessi gatti riuscirà finalmente a volare.

Il fatto che il tema dell’accoglienza sia rimasto attuale come vent’anni fa dovrebbe far piacere sul piano artistico, dispiacere e riflettere altresì su quello umano.

L’ inno alla diversità del cartone animato potrebbe essere perfettamente riassunto dalle frasi che il gatto Zorba rivolge alla gabbianella nel libro:

Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perché sei una gabbiana, una bella gabbiana. 

Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito stridere che eri un gatto, perché ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. 

Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall’uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. 

Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie d’orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. 

È molto facile accettare ed amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. 

Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. 

Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perché sarà l’affetto tra esseri completamente diversi.

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