Di Europa però non si è parlato


di Vittorio Pernini

Protagonisti sono stati comizi singolari, a tratti controversi, delineati da un contenuto politico che di europeo ha realmente poco.

Si è dibattuto su temi generici e slegati, a dire il vero è sembrato più il secondo tempo del 4 marzo 2018, con qualche piccolo accenno in più di Europa, anche se esiguo rispetto alla reale portata che avrebbe dovuto avere.

Sono stati trattati principalmente argomenti di politica interna, totalmente avulsi dal contesto europeo. Nessun partito politico ha avuto il coraggio, o forse la reale capacità, di ricordare cosa sia l’ Unione europea, il suo significato, i suoi valori; nessuno ha tracciato la rotta da perseguire per migliorare quello che al giorno d’oggi è ancora uno dei progetti più complessi e importanti del ‘900.

Qual è il motivo di questa ingenuità?

Probabilmente il problema principale dell’Unione, e quello che ha travolto anche queste elezioni, è la mancata comprensione (o semplicemente dimenticanza) di cosa davvero significhi l’UE e di cosa essa rappresenti per le generazioni più giovani e quelle future.

I populisti storceranno il naso, andrebbero però talvolta rievocate le parole di Juncker, che l’anno scorso definì l’Unione europea come “il guardiano della pace”.

Sì, della pace. Perché l’Europa, in prima istanza, rappresenta un trattato per la pace, una responsabilità in difesa dei diritti volta a evitare che i disastri passati si ripetano nuovamente. Solo in seconda battuta, poi, essa costituisce un accordo monetario ed economico.

Dopo la crisi, probabilmente, abbiamo dimenticato il significato dei valori, degli ideali, e della pace: su questi pilastri bisogna continuare a costruire con entusiasmo un’Unione europea migliore, senza questi tuttavia, prima o poi, il castello cadrà come se fosse di carta.

Queste elezioni potevano essere un’opportunità per soffermarsi tutti insieme proprio su questi ideali comuni, sugli obiettivi e sui concreti programmi europei, per comprendere realmente l’essenza dell’Unione senza vederla soltanto come un ente astratto. 

Su quest’ultimo punto, la classe politica italiana questa volta ha fallito.

Lo possiamo comunque fare noi, possiamo soffermarci a discutere sulla pace e sul suo prezzo, e soprattutto sul significato di sentirci cittadini europei, ancor prima che cittadini italiani.

Che cosa significa per voi essere cittadini europei? E cosa significa per voi l’Unione europea?

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