Inter-Udinese: Sensi il risolutore


di Andrea Margutti

Il calcio si gioca con la testa. Se non hai la testa, le gambe da sole non bastano.

Mi piace pensare che il piccolo -solo 168 cm- Stefano Sensi avesse ben chiare in mente queste parole mentre risolveva la sfida tra Inter e Udinese, conclusasi con il punteggio di uno a zero in favore dei nerazzurri, segnando il goal vittoria con un prodigioso colpo di testa in tuffo. Il che è ancor più sorprendente se si considera che il diretto marcatore sfiorava il metro e novanta.

Naturalmente la massima di Johann Crujiff, peraltro accanito sostenitore del gioco palla a terra, non si riferisce alla necessità di vibrare zuccate vincenti, ma all’importanza che l’intelligenza tattica e la tecnica ricoprono nel calcio, anche in quello estremamente fisco e dinamico di oggi. E il goal di Sensi dimostra come, ancora una volta, il profeta olandese avesse ragione.

Analizziamo ora la dinamica della realizzazione. Siamo finire del primo tempo, con l’Udinese da poco rimasta in dieci a causa di una sciocchezza di de Paul, quando Godín, nuovo baluardo della retroguardia nerazzurra, avanza palla al piede verso la trequarti avversaria. Politano si allega per ricevere, portando via un uomo, e Lukaku si pianta in area, attirando su di sé la marcatura di De Maio.

Sensi, tallonato da Becao, sa bene di essere molto più basso dell’avversario e di dover perciò giocare d’anticipo. Approfittando dello schermo offerto da Lukaku, il centrocampista marchigiano taglia rapidamente verso il secondo palo, attaccando lo spazio alle spalle di De Maio e non lasciando a Becao il tempo di recuperare, per poi tuffarsi ed impattare il cross perfetto di Godín, trafiggendo l’incolpevole Musso.

Colpo di testa da ariete puro e movimento da bomber d’area di rigore, entrambi archetipi che Sensi, decisamente, non rappresenta. Eppure, lì dove non arriva il fisico, l’intelligenza e la tecnica individuale possono fare miracoli.

Perché, nuovamente, se non hai la testa, le gambe da sole non bastano.

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