Dal “governo del cambiamento” al “governo del buonsenso”


di Elisa Giuffrida

A chi conviene andare al voto in questo momento? Soltanto alla Lega.

Qual è allora il motivo per cui due forze politiche come Movimento 5 Stelle e PD non debbano formare proprio adesso un nuovo governo “di buonsenso” insieme?
Le consultazioni sono una formalità necessaria per dare vita ad un nuovo esecutivo 5Stelle – Pd , vista anche la volontà condivisa di tagliare il numero di parlamentari: la proposta del M5s è un disegno di legge con il taglio secco di deputati, da 630 a 400, e di senatori, da 315 a 200.

In questo modo la Lega, che molto probabilmente otterrebbe dal voto un numero superiore al 30 per cento, passerebbe paradossalmente all’opposizione. È giusto tutto questo? Io dico a metà. 

Questa però è la politica, sono le regole del gioco. O meglio, è il sistema politico italiano che lo prevede. La Lega, dando vita a questa crisi ha messo in scena un vero e proprio suicidio politico. Sicura di andare dritta al voto, forte dei sondaggi favorevoli, ma anche accecata dagli stessi, non ha considerato un accordo che fino a d’ora sembrava improbabile.

Il nuovo governo (ancora ipotetico) sarà un risultato strategicamente utile per il M5S e il PD, a mio avviso più giusto per l’Italia ma anche incoerente con la democrazia e il volere dei cittadini.

A cosa assomiglierà?

Lo immagino a metà tra un governo tecnico alla Monti e uno alla Democrazia Cristiana: basti pensare, infatti, che da una parte incombe l’aumento dell’IVA dal 2020 e saranno di conseguenza necessari dei tagli; dall’altra parte, in aggiunta, i protagonisti, da Mattarella a Franceschini, sono tutti ex democristiani.

Se quello di prima è stato il “governo del cambiamento”, che cosa sarà questo?
Io credo, e spero, “il governo del buonsenso”.

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