Gennaro Gattuso: voce del verbo “rispettare”


Postiamo Gattuso Milan

di Antonio Rinaldi

Viviamo in un’epoca calcistica che vive di dicotomie. O il bianco o il nero. O l’acqua o l’olio. O il pane o il vino.

Il bicchiere può essere pieno o vuoto. Anzi, nei casi estremi può addirittura non esserci. Oppure non viene neanche tenuto in considerazione. O, ancora, se viene tenuto in considerazione, magari è rotto. E se è rotto, rimettere i pezzi diventa impresa ardua, ai limiti dell’impraticabilità.

Un allenatore come Gennaro Gattuso, sembra non poter essere visto nelle sue diverse sfaccettature. Non sia mai! Farlo sarebbe blasfemo. Non si può mica dire che Gattuso sta, quantomeno, cercando di spingere una “macchina”, quella del Milan, oltre le sue reali ed effettive potenzialità.

Perché tanto, secondo i tifosi rossoneri (e questo è il guaio più grande!), Gattuso non è un allenatore in grado di allenare il Milan perché “inesperto”, “incapace”, “non riuscirà a portarci in Champions” eccetera.

Gli stessi che si innalzano a questa straordinaria dimensione giuridico-civile sono i tifosi, indipendentemente dai colori per cui simpatizzano.

Se questi tenessero conto anche del lato umano – accanto al già dettagliatamente esaminato aspetto tecnico – si renderebbero conto della “fortuna” di avere l’allenatore e l’uomo di spessore quale è Gennaro Gattuso.

Un uomo che tiene al Milan più di ogni altra cosa. Per il suo trascorso da calciatore, per il suo amore verso il rossonero, per la sua passione verso il passato di questa gloriosa società che, ora, per alcune “vicissitudini extra-calcistiche” si trova attanagliata da mille difficoltà.

Dopo una gara assai importante – quella tra Milan e Bologna di lunedì, conclusasi con la vittoria per due reti a uno – il tecnico ha stigmatizzato l’episodio Bakayoko per tutelare lo spogliatoio, che vive un momento tanto difficile quanto fondamentale.

Come lo si può straziare? Come si può continuare a dire: “Tu devi andare via! Tu non fai il bene del Milan!”? Quanti altri allenatori avrebbero avuto la forza, l’audacia, la solidità mentale, il vigore di non perdere la calma di fronte alle insistenti domande di giornalisti che volevano tutto e subito? Che volevano che Gattuso cadesse nel tranello, e si lasciasse andare allo sfogo?
Tra l’altro, non dimentichiamoci che in settimana c’era già stato un precedente con lo stesso Bakayoko: che aveva portato al ritiro punitivo prima della sfida di lunedì.

È sempre più palese che l’epoca calcistica odierna non conosca il valore del rispetto.
Rispetto umano, ancor prima che professionale.

Si pretende di cacciare un allenatore influenzando mezzi di informazione; che si trasformano in sempre più sconci e ignobili strumenti propagandistici.

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