Game of Thrones: la raccolta firme per rifare il finale. L’arte tra pubblico e autore


di Lorenzo Paggi

Il penultimo episodio della serie televisiva Game of Thrones, intitolato The Bells”, ha diviso le opinioni di pubblico e critica.

La svolta caratteriale e l’evoluzione di alcuni personaggi sembrano non aver convinto la maggior parte degli spettatori. Le lamentele sui social tuttavia non si sono limitate a semplice perplessità nei confronti dell’episodio, ma si sono trasformate in veri e propri moti di sdegno. Sdegno che si concretizza nella petizione nata sul sito Change.org, che ha come obbiettivo la raccolta di un milione di firme.

Gli sceneggiatori in questione, D.B. Weiss e David Benioff, vengono accusati di non essere stati all’altezza delle aspettative nel momento in cui viene a mancare la fonte principale di ispirazione. Ovvero l’opera cartacea di George R.R. Martin.

Quella che inizialmente avrebbe potuto essere un’iniziativa scherzosa, assume un connotato diverso nel momento in cui raggiunge 560000 firme (quota raggiunta in pochissimi giorni, e dalla crescita esponenziale).

Il fatto che Benioff Weiss siano stati screditati in un momento così delicato della loro carriera (i due infatti sono stati recentemente coinvolti nei futuri progetti del franchise Star Wars) non è annoverabile alla semplice critica, da sempre strumento degli spettatori.

Si tratta, bensì, della messa in crisi di un progetto (in questo caso, di quello dei due showrunners) e del desiderio di annientarlo a proprio favore.

Procediamo con ordine: come già anticipato, uno degli aspetti principalmente contestati a “The Bells” è l’evoluzione (o sarebbe più corretto dire l’involuzione) di alcuni personaggi, in particolare quelli di Jaime Lannister e di Daenerys Targaryen.

In generale, la delusione verso l’intera ottava stagione sembra aver portato gli spettatori a questa decisione drastica. Ma autori importanti come Stephen King si sono sbilanciati sulla vicenda, sostenendo che nessun finale avrebbe potuto soddisfare un pubblico non pronto alla conclusione della storia.

Questo episodio riguardante Game of Thrones non è altro che un esempio, per quanto eclatante, di quello che ai giorni nostri è diventato un vero e proprio fenomeno comune.

Recentemente, infatti, le lamentele degli appassionati della saga videoludica di Sonic, non soddisfatti delle prime immagini del film a breve in uscita, hanno portato i disegnatori a modificare l’aspetto del protagonista, ritardando la data di uscita della pellicola.

Il desiderio di voler vedere sullo schermo esattamente quello che lo spettatore preferisce, inibirebbe ogni aspetto di autorialità. Sinceramente, la dinamica del fan-service è intrinseca al alcune serie tv: basti pensare a quante volte ci capiti di dire “se il personaggio X muore, posso anche smettere di seguire la serie”, per vedere le nostre aspettativa soddisfatte.

Ma sarebbe corretto e onesto nei confronti del mondo dell’arte riflettere sulla necessità di non valicare quella sottile linea che separa desideri del pubblico e decisioni d’autore.

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