Altri motivi per festeggiare il 25 aprile


dieci motivi festeggiare liberazione 25 aprile

di Mattia Regolo 

  • Tra il 1976 e il 1979 il dittatore cambogiano Pol Pot, intenzionato a creare una nazione libera dal concetto di proprietà privata, fece concentrare la popolazione nelle campagne e la costrinse a lavorare in condizioni disumane; chiunque fosse anche solo sospettato di essere un oppositore veniva brutalmente ucciso. Morì più di un milione di civili (guardate il film “Urla del silenzio”).
  • Dopo la guerra di Corea del 1950 Kim Il-sung assunse il potere sulla Corea del nord, diventandone dittatore. Qualsiasi forma di libertà venne cancellata, alla popolazione fu fatto credere che il governo centrale li aveva salvati dall’invasione statunitense e i ribelli furono rinchiusi in campi di concentramento; questa situazione perdura ancora oggi (leggete il libro “La mia lotta per la libertà”).
  • Negli anni Settanta il dittatore dell’Uganda Idi Amin Dada, che si macchiò di crimini sia contro la popolazione ugandese sia contro nazioni straniere, effettuò l’espulsione forzata di novantamila residenti di etnia asiatica, affermando che Allah gli era apparso in sogno e gli aveva ordinato di farlo.
  • Nicolae Ceausescu fu dittatore della Romania per vent’anni, durante cui istituì una polizia segreta per controllare la popolazione e distrusse molti edifici storici per dare vita in tutto e per tutto a una nuova Romania. Fu condannato a morte con l’accusa di genocidio e distruzione dell’economia nazionale.
  • Fino al crollo del muro di Berlino, avvenuto nel 1989, la Germania dell’est fu teatro di un regime che spiava e riduceva al silenzio i presunti sostenitori del modello capitalista, fucilando addirittura chi provava a scavalcare il confine per passare dall’altra parte (guardate il film “Le vite degli altri”).
  • Nonostante il proposito di dare una svolta all’economia cinese con il piano economico conosciuto come grande balzo in avanti, il dittatore Mao Tse-tung affamò milioni di innocenti e rinchiuse in campi di lavoro chi non voleva adeguarsi alle sue scelte politiche.
  • Dopo essersi autoproclamato capo di Stato con il titolo di caudillo, il dittatore spagnolo Franco represse oltre quattrocentomila oppositori con metodi brutali e spietati; inoltre, abolì anche la parità di genere, ridimensionando il ruolo giuridico della donna, che non poté più svolgere alcune professioni.
  • Il generale Ne Win prese il potere in Birmania e incoraggiò una politica basata sull’autarchia per non dipendere da altri Paesi. Il risultato fu la bancarotta nazionale e l’accendersi di numerose proteste popolari, che spense nel sangue, come la celebre Rivolta 8888 (chiamata così perché avvenuta l’8 Agosto del 1988).
  • “Solo Dio può destituirmi” affermò il dittatore africano Robert Mugabe, che portò lo Zimbabwe a una gravissima crisi finanziaria facendo stampare moneta senza sosta e creando un’inflazione terribile a danno soprattutto dei più poveri.
  • Muammar Gheddafi, dittatore della Libia, non solo perpetrò crimini contro la popolazione locale, ma colpì anche obiettivi stranieri, come una discoteca a Berlino ovest per punire un attacco militare americano e un aereo in volo sopra la Scozia.

Se in Italia queste cose non sono più successe dopo il 25 aprile è perché quel giorno il nostro Paese è stato liberato dalla dittatura.
E le morti provocate dai dittatori non hanno colore politico; sono morti drammatiche che non dovrebbero e non dovranno mai più ripetersi.

Per questo, oggi e sempre, viva la libertà. Per questo, oggi e sempre, viva il 25 aprile.

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