Conte-bis: ecco perché non sono così ottimista


di Ramona Cannea

Dopo questi caldi giorni di fine estate fatti di fervente attesa, il mondo politico si è finalmente pronunciato: ci attende un Conte-bis

Come previsto, le reazioni di quelle che ormai sono diventate vere e proprie fazioni interne di elettori non si sono fatte attendere: c’è chi si accanisce contro questa decisione gridando allo scandalo, meditando di organizzare rivolte in piazza e chiedendo a gran voce un ritorno alle urne dopo poco più di un anno. C’è chi vede questo nuovo governo come la strategica opportunità di spazzare via l’ala sovranista costringendola all’opposizione.

C’è anche un altro gruppo di elettori, ovvero chi, come me, tende a storcere il naso di fronte a questa decisione del PD, ma l’accetta di buon grado e l’appoggia, poiché è la Costituzione a legittimarla e rappresenta la possibilità di avere un attimo di respiro dopo mesi di accanimenti contro la fazione verde del precedente Governo. Sono le regole costituzionali, infatti, ad appoggiare in pieno la formazione di questo nuovo governo, dal momento che i risultati delle elezioni del 4 marzo sono a tutti gli effetti ancora validi. 

Posso tuttavia affermare di essere ben poco ottimista per quanto riguarda la presunta fine politica della Lega: come si fa ad esserne così certi? 

In molti partono dall’assunto che la maggior parte degli elettori siano scontenti di questa Crisi di Governo architettata ad arte dall’ormai ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini e che si rendano conto che tornare alle urne comporterebbe un dispendio di denaro pubblico non indifferente, in questo caso non richiesto dalla nostra Costituzione e assolutamente non in linea con un atteggiamento responsabile e istituzionale: ma purtroppo la realtà dei fatti non è questa. 

Credo che il nuovo contesto non dovrebbe essere sostenuto da un moto di profondo ottimismo e temo che, invece, questo governo sia solo una pausa prima di un prossimo ritorno alle urne che vedrà, ahimè, la frangia sovranista trionfare.

Precedente La Gabbianella e il Gatto, il privilegio di essere diverso
Avanti Tutti in silenzio: ora parla la Serie A