Consultazioni: cronache di mezza estate


di Roberta Lolli

Signore e Signori, le ultime notizie da Palazzo.

In queste ore assistiamo ad un delicato processo di ricerca di intesa tra le forze politiche in campo.

C’è chi invoca la sovranità popolare ed urla: “Al voto!”.
C’è chi in nome della Costituzione invoca il rispetto delle regole da essa sancite e richiama tutti all’utilizzo parsimonioso del suffragio. C’è chi punta al tavolo un ultimo gettone pur di non uscire a brandelli.

Tra decaloghi, penta criteri e virgolette aggiunte dell’ultimo minuto, ogni parte sembra impegnata nella propria presbite partita (SEMBRA).

 “Un accordo, Cittadini, stiamo cercando responsabilmente un accordo!”.

Pare tuttavia che dinnanzi a questa telecronaca taluni spettatori abbiano abbassato il volume fino a zittire i personaggi. Nello schermo piatto è sufficiente osservare le loro bocche muoversi, i loro gesti e le loro espressioni per rendersi conto che stanno parlando allo specchio, ai cristalli del monitor e non certo al di là di esso. Tanto vale farli tacere e sperare che il punto, prima o poi, piaccia sia alla moglie che alla suocera. Spunterà un sorrisino semi soddisfatto e si capirà che la farsa è finita o appena cominciata. 

I più fiduciosi, il volume l’hanno solo ridotto. Ascoltano tra una faccenda e l’altra, ogni tanto si fermano credendo sia il momento giusto: “Ora parlano di me, shhh, spegni l’aspirapolvere che non sento”. 

Attese deluse. I punti ed i puntini vanno sempre ad altri, detti elettori, detti consensi, alcuni li chiamano Italiani o cittadini. Insomma le persone parrebbero non avere mai requisiti. Speriamo nel prossimo giro di tavolo.
Qualcuno ora spegne la TV. È sabato d’altronde.

Questa signore e signori è la telecronaca della crisi, dove tra le strade bollenti, in mezzo al mare, sulle spiagge o per i più fortunati sui sentieri in montagna non sembrano esserci persone, solo maschere gialle, rosse, verdi e blu, avatar di se stesse.

A Palazzo nessuna visione, nessun panorama, nessun salvatore (sia mai ne torni un altro). Tanti piccoli puntini hic et nunc, tra i veti incrociati di una cronica di mezza estate.

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