Coronavirus: App per tracciamento, un pericolo per la nostra libertà

Coronavirus

 L’epidemia si diffonde giorno dopo giorno per il mondo, mettendo a dura prova i governi aprendo nuove sfide e dibattiti mai conclusi, come quello della privacy.

Il modello Coreano e Cinese

Si sta discutendo ultimamente del modello Sud Coreano e Cinese che prevede il controllo dell’epidemia tramite il tracciamento degli smartphone.

In sostanza le persone possono sapere gli spostamenti fatti da quelle contagiate (informazioni acquisite tramite smartphone e telecamere), verificare così se possono essere infette e se quindi possono circolare oppure no. Con un evidente problema di condivisione di dati personali e invasione della privacy.

Sta funzionando come modello?

In questi giorni sembrerebbe che la il Sud Corea stia riuscendo a limitare il contagio e a tenere sotto controllo l’epidemia, tuttavia il tracciamento attraverso le app, è solo una delle svariate misure adottate, per cui non si può attribuire tale risultato unicamente alla condivisione dei dati personali dei cittadini.

Il Sud Corea, infatti, avendo già affrontato epidemie come la Sars e l’epidemia di Zika, aveva predisposto dei sistemi di prevenzione e controllo che hanno permesso ai cittadini di attuare misure di distanziamento sociale e adozione di misure di sicurezza già dai primi di gennaio.

Inoltre, sono stati fatti più di tamponi in rapporto alla popolazione che nel resto del mondo, con un conseguente migliore tracciamento dell’epidemia.

È veramente solo una questione di condivisione di posizione o c’è di più?

Diverse nazioni del mondo si stanno domandando se seguire questo modello, ma di cosa stiamo discutendo? di una semplice applicazione che condivide la nostra posizione o in discussione c’è molto di più?!

 Fino ad oggi i nostri dati come posizione e acquisti sono detenuti da società come Google, Facebook, Amazon sono tutelati dalla legge sulla privacy che ne stabilisce i limiti e le modalità di utilizzo. In questo caso si sta discutendo di trasmettere dati sensibili in mano allo Stato il quale a differenza delle organizzazioni internazionali ha il potere di coercizione sui cittadini.

Stiamo dando la possibilità allo Stato di entrare nelle nostre vite private tracciando i nostri spostamenti, i luoghi che frequentiamo e le persone che incontriamo, e questo è un enorme potere che dovrebbe avere dei limiti e delle garanzie.

Chi garantisce la sicurezza di tali informazioni?

Abbiamo ben note le vicende del sito dell’INPS, dove per un aumento del numero di utenti il sito si è bloccato, iniziando a condividere dati personali a soggetti che non centravano nulla. Come possiamo fidarci che informazioni più importanti i possano essere sicure nelle mani di una Stato incapace di gestire 10 mila richieste ad un sito?

Chi mi assicura che la mia privacy non verrà più invasa una volta finita l’emergenza?

Una volta che sarà finita l’emergenza del Coronavirus, che fine faranno questi dati?!  dovrebbero essere eliminati, come l’applicazione, ma ciò non toglie che si è creato un precedente in cui lo Stato ha soppresso i diritti sulla nostra vita privata, ciò potrebbe riaccadere in nome di qualche interesse generale di cui un governo di turno potrebbe farsi paladino, invadendo così la nostra vita.

Come possiamo sfruttare questa tecnologia, senza correre in pericoli alla nostra futura libertà?

È una situazione particolarmente grave, e tutti gli strumenti tecnologici che ci possono fornire un vantaggio possono salvare vite, tuttavia non possiamo accettare qualsiasi strumento senza avere delle tutele e delle garanzie che tali strumenti non vadano a ledere la nostra privacy.

Una forma di garanzia sarebbe imporre un termine determinabile in modo oggettivo entro il quale cesserà questa violazione della privacy e i dati verranno cancellati.

E’ importante che l’utilizzo di tale applicazione sia condizionato al consenso del cittadino, e abbia una scadenza temporale determinata in base a criteri oggettivi.

Solo in questo modo potremmo tutelarci da eventuali abusi futuri di questa tecnologia, permettendone tuttavia di trarne i benefici di tale tecnologia

App anti- coronavirus
App che permette il tracciamento del coronavirus

Vuoi che ci siano dei limiti e delle garanzie che non permettano di invadere la tu vita privata, fai la tua parte

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